CRISI ECONOMICA: I DISTILLATI COME L’ORO

In periodi di crisi economica gli spirits, in quanto beni di lusso, diventano un surplus rispetto ai beni di prima necessità ma c’è anche chi non vuole rinunciare ai piaceri della vita. In una fase di forte incertezza economica c’è poi chi decide, a ragion veduta, di differenziare il proprio portafoglio di investimenti puntando sui superalcolici come bene rifugio; il motivo è da ricercare nelle intrinseche caratteristiche di questa tipologia di prodotto.

L’alcol al pari dell’oro non teme il trascorre del tempo e, tralasciando il mercato azionario, anche solo l’acquisto di bottiglie selezionate tra aziende ormai consolidate e piccole realtà emergenti potrebbe portare ad un incremento di valore del capitale investito. I distillati sono stabili; se ben conservati migliorano con il trascorrere degli anni e le tirature limitate di alcune produzioni garantiscono il requisito di scarsity che serve per dare valore ad un mercato.

Entrando nel dettaglio è interessante capire perché generalmente un invecchiamento in legno conferisce maggior valore economico ad una produzione.

L’alcol all’interno delle botti evapora e si ha un calo di resa che si traduce in una minor quantità di bottiglie vendibile dall’azienda a parità di lavoro di produzione svolto, a questo vanno aggiunti i costi della botte. La scelta dei legni (ciliegio, rovere, frassino, betulla ecc.) sarà quindi una discriminante per la determinazione del valore dei nostri spirits.

Il tempo di invecchiamento è un parametro che contribuisce ad incrementare il valore perché con il trascorrere degli anni i cali di resa aumentano e la distilleria ha un capitale immobilizzato oltre ad avere costi aggiuntivi di magazzino e lavorazione. Gli anni di invecchiamento vanno però contestualizzati rispetto alle dimensioni della botte e ai parametri climatici: maggiore è il volume della botte più il calo di resa sarà inferiore e l’invecchiamento sarà rallentato; un invecchiamento ai Caraibi, con una media di temperature più alta rispetto alla Scozia, porterà a cali di resa decisamente superiori.

I parametri di invecchiamento quali umidità temperatura e pressione contribuiranno inoltre a caratterizzare la produzione: una cantina molto umida porterà ad una diminuzione della gradazione alcolica della botte con un calo molto lieve del volume complessivo in quanto l’alcol è igroscopico e assorbe umidità, viceversa una cantina molto secca porterà ad una perdita sia di alcol che di acqua influendo meno sul grado alcolico e maggiormente sul volume complessivo della botte determinando una linea evolutiva differente. La distilleria per dare pregio al proprio operato dovrà poi scegliere se impiegare botti nuove o botti di secondo passaggio, utilizzate non tanto per il costo inferiore, quanto per una cessione di tannino più lieve e per conferire al distillato note del liquido precedentemente contenuto che vengono rilasciate dai pori del legno (es. botti ex Sherry oppure ex Bourbon).

Così chi conosce il valore reale di una produzione potrà garantirsi qualche bottiglia da dimenticare in cantina e se la crisi dura più del previsto poco male, avremo sempre una bottiglia da degustare che potrà riconciliarci con i nostri sensi.