IL METODO SOLERA E I TRAVASI TRAVISATI (PARTE II)

Il metodo Solera era conosciuto fin dall’antichità anche in Italia con il nome di Perpetuum ed era impiegato per la produzione di Marsala. Questa tecnica di invecchiamento è stata applicata oltre che al vino, anche agli aceti, ai liquori e ai distillati, in particolar modo al Rum.

Una miriade di produzioni differenti per un modus operandi assolutamente non standardizzato. Nel precedente articolo si è fatto cenno alla tecnica di base, risulta ora doveroso evidenziare alcune lacune di comunicazione in etichetta che impediscono la valorizzazione di tutte quelle realtà che fanno del Solera una tecnica di blending di qualità, che in alcuni casi ibrida, oltre alle annate, anche i tipi di legno e le tostature, conferendo maggior pregio e complessità alla produzione.

E allora quando leggiamo l’etichetta di un Rum e troviamo scritto ad esempio ‘metodo Solera 10 anni’, questa dicitura che informazioni dà al consumatore? Un’informazione vaga. ‘Metodo Solera 10 anni’ infatti indica solo che in quella bottiglia è presente del distillato con 10 anni di invecchiamento, ma non ci dice in che percentuale. Sarebbe allora più corretto inserire in etichetta, oltre agli anni del distillato con invecchiamento massimo, anche gli anni del distillato con invecchiamento minimo.

Se prendiamo un sistema con 3 livelli di invecchiamento (vedi articolo Parte I) con una batteria di botti di 3 anni, una batteria di 2 anni e una batteria di 1 anno e viene imbottigliato una certa percentuale della batteria ad invecchiamento maggiore ogni anno (batteria Solera), accade che al primo imbottigliamento è possibile scrivere ‘Metodo Solera 3 anni’, ma l’anno successivo, quando si estrae altro distillato dalla batteria Solera, si potrà scrivere ‘Metodo Solera 4 anni’ e l’anno ancora dopo ‘Metodo Solera 5 anni’. Se invece che da tre livelli parto da 4 livelli di invecchiamento posso scrivere al primo imbottigliamento ‘Metodo Solera 4 anni’ e l’anno successivo posso già scrivere ‘Metodo Solera 5 anni’.

Adesso che differenza c’è tra i due prodotti ‘Solera 5 anni’? Nel primo caso il ‘Solera 5 anni’ sarà composto anche da ‘Solera 3 anni’ e ‘Solera 4 anni’ mentre nel secondo caso sarà composto tutto da ‘Solera 4 anni’ e ‘Solera 5 anni’ quindi se l’etichetta avesse riportato la doppia informazione del numero di anni di massimo invecchiamento e il numero di anni di minimo allora la distinzione si sarebbe palesata. Questa specifica però non è ancora sufficiente in quanto sia nel primo caso che nel secondo caso non conosciamo le percentuali delle varie annate che compongono il distillato imbottigliato.

Le percentuali dipenderanno dalla quantità di prodotto che si è deciso di prelevare ogni anno dalla batteria Solera, ma è un valore che difficilmente sarà possibile trovare in etichetta. In mancanza di un riferimento così preciso, cui si potrebbe dare spazio con un’etichetta parlante, il valore minimo di invecchiamento potrebbe essere il dato più attendibile per verificare la qualità del Metodo Solera, indicando implicitamente il numero di livelli della batteria Solera, dal momento che maggiore è il numero di livelli più il processo porta ad un invecchiamento di pregio.